
Sembra paradossale doverlo dire ma spesso l'ospedale, oltre a contribuire alla guarigione delle persone, è un luogo in cui si genera malattia.
Non a caso si parla sempre più spesso di umanizzazione dei reparti, ed una legge dello Stato, la 328/2000, ne sancisce la necessità.
Se bisogna umanizzare vuol dire che spesso le condizioni sono al limite del disumano e le migliaia di casi di cosiddetta “malasanità” stanno a testimoniare che molto ancora bisogna fare per arrivare a standard accettabili. A nostro avviso è' la concezione stessa della medicina che è da rivedere e molti passi in questo senso si stanno compiendo.
Alla nascita della facoltà di Medicina si operò una scissione tra ciò che è concreto, corporeo e ciò che è immateriale (le emozioni) negando a queste dignità ed importanza.
Oggi, al contrario, sappiamo che le emozioni influiscono direttamente sul sistema immunitario, quindi sulla nostra salute. Ne deriva da un lato che la medicina deve uscire dalla sua visione ottocentesca
( paradossalmente aggravata oggi dagli ipertecnicismi, dalle manipolazioni genetiche, dalla trapiantistica, attività molte volte utili, il cui sviluppo è però certamente legato ad enormi interessi economici ).
Dall'altro bisogna mettere l'ammalato al centro della considerazione del processo di cura, considerarlo come una persona in difficoltà, curarlo nel senso di averne cura, considerarlo nel suo insieme corpo/mente, in una visione olistica che è ormai miope o colpevole ignorare.
La comicoterapia, in questo contesto, è una risorsa importantissima, grazie alla carica energetica molto potente che il ridere può mettere in campo.
Anche gli adulti (diremmo soprattutto) hanno bisogno di mutare le loro emozioni negative, hanno bisogno di pensare positivo, di ridere.
A questo fine abbiamo progettato e, in un caso, realizzato parzialmente un vero e proprio
REPARTO DI TERAPIA DEL RISO
Nel 1999 presso il CPO di Ostia, ( un ospedale per Mielolesi, quindi persone sane che, per lo più a causa di un trauma, sono costretti improvvisamente alla disabilità permanente,) abbiamo implementato, assieme all'ARVAS ed al Comune di Roma, il progetto IL RISO E IL SUONO basato sulla comicoterapia e sulla musicoterapia.
Questo progetto era volto ai pazienti che avevano già avuto il tempo di elaborare la perdita di una parte del proprio corpo, per sconfiggere la depressione che è un portato quasi congenito a questa forma di disabilità.
I risultati sono stati molto importanti, fino alla strutturazione di questo vero e proprio REPARTO DI TERAPIA DEL RISO. Fino alla possibilità di strutturare un vero e proprio reparto di terapia del Riso con molteplici tipologie di attività comico-ludicge".