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Medicina Olistica - Altra Informazione

Una significativa ricerca sociologica di HOMO RIDENS presso l'ospedale Ca' Foncello di Treviso
01/05/2010



SOMMINISTRAZIONE DI QUESTIONARI AI CARE GIVERS ED AGLI OPERATORI DELL’OSPEDALE

CA’ FONCELLO

AUSL DI TREVISO

RELAZIONE FINALE

INTRODUZIONE

I due diversi questionari, somministrati tra il 2009 ed il 2010, nei reparti pediatrici dell’Ospedale Ca’ Foncello di Treviso, rispettivamente ai care givers (65 unità) ed agli operatori sanitari (36 unità) della pediatria, genericamente intesa, erano dunque complessivamente 101. Un numero importante per comprendere l’andamento complessivo del progetto finanziato dalla AUSL ed anche, vista la ricchezza degli items proposti,  le diverse sfaccettature del lavoro dei Clown Dottori presso quel reparto, nelle sue diverse specificazioni (chirurgia, pediatria, day hospital, ambulatori).

Diciamo subito che il tono generale delle risposte ai quesiti è assolutamente positivo, a tratti imbarazzante per i percentili espressi. Non di rado le percentuali di gradimento potrebbero essere definite “bulgare”, in entrambe le categorie dei soggetti coinvolti nel rilevamento sociologico.

Negli allegati files numerici si troverà un dato che, nella convenzione stipulata tra la scrivente e la AUSL, non era richiesto. E’ stato effettuato, infatti, un lavoro di rilevamento parziale all’interno della categoria degli operatori sanitari, calcolando anche a parte le risultanze dei questionari degli infermieri. Questo per la centralità della figura e per il numero dei questionari evasi: risultati che testimoniano un punto di vista ravvicinato ed importante al testando lavoro dei clown dottori.

Analizzeremo domanda per domanda, dapprima i questionari dei care givers e poi quelli degli operatori.

QUESTIONARIO PER I CARE GIVERS

1. Poco meno della metà dei questionari è stata consegnata in Pediatria, ma è questa una domanda cui il 38% circa non risponde, come se fosse stata considerata superflua.

2. Hanno risposto per lo più le mamme, nella bella percentuale del 70,7%. Seguono i padri, presenti al 14,5 % circa, questo ad indicare, come se ce ne fosse bisogno, la centralità della madre nei momenti di difficoltà dei piccoli.

3. Il primo dato percentuale quasi totalitario ( quasi 97%) è il “piacere” di trovare i clown dottori nel reparto. Solo per una persona c’è indifferenza, mentre un’altra non risponde.

Un dato fondamentale per comprendere il resto del questionario e l’importanza che questa nuova figura professionale riveste per la pediatria.

C’è da sottolineare che un dato del genere viene a riconoscere la grande preparazione dei clown dottori dell’Ass. Clown Quanto Basta, formati con le metodologie dello scrivente Istituto. C’è traccia, infatti, come vedremo più avanti, della distinzione che qualche genitore fa sui “clown della sera”, appartenenti a qualche altro Ente.

4. Non stupisce il fatto che l’81,5% conosceva già i Clown Dottori, poiché i media hanno dato parecchio risalto a questa innovazione di moltissimi ospedali italiani ed esteri. Nonostante ciò quasi un 20% non aveva idea della loro esistenza e questo dato rafforza di molto il 97% del precedente item.

5. E’ certo che se a quasi tutti piace la figura, moltissimi la considerano “importante” (69,2%) e parecchi un “buon diversivo” (27,7%). 2 persone la considerano “assurda” e forse questo item non è da considerarsi negativo, poiché in effetti il clown dottore appare incongruo al contesto ( ma è questa la sua forza ed utilità).

6. Quando si entra nella specificità, poi, i genitori dichiarano che il “modo” di lavorare

( senza “repertorio”, improvvisando una metafora terapeutica per ogni bambino, interagendo con tutta la comunità) piace molto al 70,7% ed abbastanza al 27,7%.

A zero gli items negativi.

7. La frequenza degli interventi viene richiesta addirittura “trisettimanale o più” dall’84,6% degli intervistati, solo una persona la lascerebbe a frequenza settimanale.

A zero l’ item negativo.

8. Una buona maggioranza concepisce l’intervento dei clown dottori classicamente nel pomeriggio (61,53%), periodo di “quiete” e, di conseguenza, tempo da riempire. I genitori che, al 16,9% hanno risposto “di mattina”, hanno intuito, invece, l’utilità del lavoro proprio nel periodo in cui viene effettuata la maggioranza degli interventi (visite, prelievi, medicazioni ecc…) momenti in cui il clown dottore è forte deterrente all’ansia ed alla paura. Per un importante 18,5% i clown dottori dovrebbero essere presenti sia di mattina che di pomeriggio, item che non era stato proposto, ma che 12 genitori hanno aggiunto loro sponte.

A zero l’ item negativo.

9. L’effetto positivo sull’”umore” dei bambini è percepito come “molto” da un importante 84,61%, come “Abbastanza” dal 15,4%. Abbiamo usato la parola “umore” non casualmente, poiché in esso, secondo la concezione della gelotologia, è racchiuso

 ( ippocraticamente) l’intero campo psicofisiologico.

10. Quando si scende nello specifico e si chiede se “il corpo” del bambino ha avuto un miglioramento, la percentuale del “molto” scende un po’, al 63%, rimanendo comunque forte testimonianza del fatto che emozioni e corpo hanno strettissime relazioni e che di questo i care givers hanno forte coscienza. Il restante 36,9% ha visto “Abbastanza” miglioramento somatico.

11. Interessante e più variegata la risposta alla domanda sul personale: buona, ancora, la percentuale di quelli che vedono molta influenza positiva nei confronti del personale: il 38,5 %. Per la metà degli intervistati, l’influenza positiva è “abbastanza”. 4 persone ne hanno vista poca e, per la prima volta l’item negativo segna 2 persone (3%).

12. Infine per il 97% degli intervistati la cosiddetta clown terapia non toglie assolutamente credibilità alla sanità. Verrebbe da dire, con il resto dei risultati: “…anzi, ne aggiunge….”.

Per le ultime tre domande a risposta aperta poniamo sotto le risposte così come ci sono arrivate.

13. Che cosa vorrebbe che si facesse in reparto per far divertire i bambini durante

      il ricovero ? ( il numero indica quante persone hanno fatto la medesima segnalazione)

5 Giochi in camera, 4 Scenette-Teatro, 2 Letture, 2 Musica, 3 Burattini-Marionette,

   Giochi da letto, 2 bScherzi, Laboratori, Attività in stanza, Disney Channel,

   Magia/illusionismo, Palloncini, Sale giochi per adolescenti

14. Vuole segnalare particolari carenze rispetto al lavoro dei clown dottori?

L Troppo poco tempo per i clown dottori

L Il dott. Jack, della sera, è un po' inquietante

L Si presentano la sera troppo tardi

15. vuole segnalare qualcosa di particolarmente positivo rispetto al lavoro dei clown dottori?

J     5 fa bene anche ai parenti e genitori

J     Trasmettono gioia anche ai bambini più in difficoltà

J     La particolare positività si riscontra nel sorriso del bambino in un ambiente sconosciuto

J     Sanno come catturare l'attenzione dei bimbi gran bei sorrisi rassicuranti

J     Sono bravi a coinvolgere tutti grandi e piccoli

J     Simpatia

J     Partecipi ed inseriti nel ruolo

J     Ridanno il sorriso ai bambini intimoriti dall'ospedale

J     Sono coinvolgenti

J     Boccata d'aria fresca per genitori

J     Aumenta interazione tra i bambini

J     Più facile superare i momenti difficili con il coraggio che ti da un sorriso

J     Rendono meno triste l'ospedale

J     Bravi divertenti simpatici

J     Tutto positivo

16. Se lo ritiene necessario, usi questo spazio per  integrare le sue risposte o per qualsiasi altro suggerimento.

J     Continuate così

J     Siete un reparto fantastico

J     Siete grandi

J     Spero che il servizio continui in modo permanente

J     Operare quando i bambini hanno dolore

L Attenzione all'igiene

L Non tutti i bimbi sono estroversi, bisogna trovare  un modo speciale per

  ognuno

L Attenzione ai palloncini, possono essere ingoiati.

QUESTIONARIO PER GLI OPERATORI SOCIOSANITARI

Questo strumento di rilevazione era tarato non solo per osservare l’interazione tra la nuova figura professionale ed il lavoro nei reparti, ma anche per comprendere le tendenze del personale sociosanitario nei confronti delle nuove conquiste della PNEI (PsicoNeuroEndocrinoImmunologia) . Si intendeva comprendere se e come gli operatori abbiano compreso quanto il pensiero e le emozioni positive possono mutare lo stato di salute della persona e se questo abbia o no a che fare con il lavoro della cosiddetta clown terapia (gelotologia).

1.Tra i 36 operatori intervistati 21 sono infermieri, 3 medici, 1 è OSA, 3 OSS. 8 rivestono altre funzioni non esplicitate. Alla domanda sull’età lavorativa rispondono solo 24 operatori su 36. Nonostante questo l’età media è superiore ai 12 anni, segno di grande esperienza degli intervistati.

2. Abbastanza inattesa la risultanza della domanda relativa alla possibilità delle emozioni negative di influire sul corpo: gli items negativi sono a 0 e rispondono “molto” il 61,11% e “abbastanza” il 38,88%. Ciò significa moltissimo in termini di riflessione per la concezione stessa della medicina.

3. Se poi si domanda quanti di loro ritengano che le emozioni positive siano terapeutiche, la risposta è identica: “molto” al 61,11%, “abbastanza” al 38,88% e solo il 2,7 % vede “poco” queste capacità. A 0 l’item negativo.

4. 4bis, 5. Alla domanda se si credono “efficaci”  le medicine cosiddette ”alternative o complementari   “ una metà esatta risponde SI ed in parziale controtendenza alla domanda precedente risponde NO il 30,55%. Non sa il 5,4% . Un dato su cui riflettere, rispetto alla prevalente certezza che solo la medicina “ufficiale” è utile nelle patologie pediatriche. Se infatti si scandaglia per sapere se gli operatori conoscono alcune di queste medicine, 13 operatori dichiarano di conoscerne “nessuna”, 14 l’ Omeopatia, 7 la Naturopatia, 4 l’Osteopatia, 4 la Pranoterapia, 2 la Medicina Trad. Cinese 1 l’Ayurvedica. 2 non sanno . ( il totale è superiore a 36 poichè erano possibili più risposte).

Queste conoscenze vengono dichiarate al 25 % come esperienza “diretta”, l’ 8,33% “indiretta”, il 19,44 “ne ha letto/sentito parlare”, mentre non ne ha “nessuna” l’importante percentuale del 44,44%, a parziale coerenza con la precedente domanda.

6. Gli operatori sono molto informati sulle influenze del ridere sulla salute, infatti l’ 88,9% rispondono SI e solo 4 di loro ( l’11%, per lo più tra gli 8 facenti “altre” funzioni)  rispondono NO .

7. Quasi tutti gli intervistati hanno assistito al lavoro dei clown dottori SI (33 su 36) a testimonianza che la presenza dei Clown Dottori è forte, e che il questionario poggia solidamente su osservazioni di prima mano.

8. Se i Clown Dottori sono ben conosciuti. il campione si spacca sulla conoscenza della diversità di approccio tra le diverse associazioni di clown terapia. Una buona  maggioranza ( il 55,5%) però è cosciente di questa diversità. Il  41,6 % non sapeva .

9. Il personale del Ca’Foncello è molto coinvolto nell’attività dei Clown Dottori… Solo il 22% dichiara di non avere mai partecipato in qualche modo ad una loro gag/situazione.

10. In luoghi diversi dell’ospedale è molto probabile che l’azione dei Clown Dottori sia diversa, particolare e specifica. Così il personale, se li incontra per lo più nella Camera di degenza (19/36), ha modo di vederli anche in molti altri luoghi: in Medicheria 3, nel pre e post operatorio ( rispettivamente 2 e 1), in Sala d'aspetto ( 7 ), presso i laboratori di analisi diagnostiche ( 2) ecc…

11. Altro dato “bulgaro” è la certezza nella quasi totalità dei soggetti coinvolti che la clown terapia porta “benefici”: ben il 94,5%.

12. Questi benefici sono: di ordine “psicologico” ( generici   8, cambio d'umore  13, maggiore socialità 9, maggiore vitalità 9);  e di ordine “psicofisiologico” ( generici 11, ripresa di funzioni 3, migliore accettazione delle cure 10).

Una riflessione specifica merita quest’ultimo dato, particolarmente importante, poiché porta con sé altri probabili scenari ( riduzione delle complicanze, riduzione dei giorni di degenza) come già dimostrato in altre ricerche, di tipo clinico[1], nelle quali venivano misurati specificamente (  in confronto al gruppo di controllo) parametri psicofisiologici, periodi di degenza e complicanze.

Qui un Solo operatore su 36 non ha notato benefici .

13. A dire di tutti i lavoratori della salute (tranne 1 che non risponde), anche i genitori ricevono un qualche beneficio dal lavoro dei Clown Dottori; lo fanno: “ Moderatamente” il 27,8%,  “Abbastanza” il 38,9%,  “Molto” l’8,33% e addirittura ” moltissimo”  il 16,7%.

14. Così i sanitari del Ca’ Foncello (tranne 1 che non risponde ed 1 che risponde negativamente) ritengono che i benefici si estendano dapprima genericamente a tutto il personale, nelle misure :  ” Moderatamente”  il 25%, ” Abbastanza”  il 36% circa, ” Molto”  il 27,77% e addirittura ” Moltissimo”  l’ 8,3%.

15.  …susseguentemente quei benefici sono percepiti in modo personale da 33 persone su 36, in modo: ” Moderato”  ( 22,2%); ” Abbastanza”  ( il 22,2%); ” Molto”  ( il 30,5%) e addirittura ” Moltissimo”  ( il 16,6%). Un operatore non risponde. Notare che le specificazioni negative  (disturbano, intralciano il lavoro, sono fuori contesto, sono invadenti ) non attirano alcuna opzione.

16. Logica conseguenza di questa fortissima influenza positiva dei clown dottori sul personale è l’ampissimo volume della loro curiosità circa le metodiche della gelotologia: il 91,6% vorrebbe partecipare ad un aggiornamento professionale sulle tematiche che sottendono a questa nuova disciplina, solo 2 operatori non ne sono interessati (5,5%), mentre 1 non risponde.

17. Infine, se si domanda loro quante volte vorrebbero vedere i Clown Dottori in corsia, più della metà, il 55,5%, li vedrebbe volentieri tutti i giorni; tre volte a settimana sarebbero utili per il 19,4%. Più moderato ( 2 volte) solo il 13,9%. Una sola volta a settimana è l’opzione di soli 3 operatori ( 8,3%).

CONCLUSIONI

Questa rilevazione di dati, nella sua semplicità, ci indica come l’umanizzazione delle cure è ormai vista una caratteristica portante nella qualità percepita dai care givers e ( immaginiamo) anche dai degenti.

I clown dottori assumono qui la caratteristica di pilastro di questo movimento verso cure più a misura di persona. In più la formazione di cui questi clown dottori dispongono, la loro esperienza, sensibilità e professionalità li pone come punta di diamante anche all’interno delle associazioni che praticano un tipo di clown terapia più spostata verso la spettacolazione o l’animazione di reparto.

I Clown Dottori di CQB hanno perfettamente compreso (ed interpretato) quale ruolo venga loro riconosciuto, quello di una vera e propria terapia complementare, in grado di affiancare le cure mediche e di ri-creare la Comunità dei reparti.

Particolare importanza rivestono i risultati del questionario agli operatori.

Se da parte dei genitori/care givers è più naturale una forte valutazione positiva per un servizio che cerca di restituire ai bambini/ragazzi il loro mondo naturale, fatto di gioia, divertimento, gioco; da parte degli operatori questo atteggiamento fortemente positivo non era affatto scontato.

Si può dire, anzi, che i clown dottori piacciano di più agli operatori che non ai care givers. Le ragioni di questo vanno cercate sia nella durezza del lavoro di relazione d’aiuto, che i clown contribuiscono a stemperare e a rendere più scorrevole, sia nel riconoscimento evidente che questi professionisti (ricordiamo l’età lavorativa media di 12,5 anni) hanno delle possibilità concrete della gelotologia/clown terapia.

Molto remunerante in termini di qualità, efficacia ed immagine –dunque- l’investimento fatto su questo servizio.

Si ringraziano caldamente gli operatori sanitari dell’Ospedale considerato, assieme ai Clown Dottori e all’Associazione Clown Quanto Basta per la collaborazione prestata al nostro lavoro.

ERRATA CORRIGE:

Nel file con i grafici precedentemente inviato la risposta “MOLTO” alla domanda N° 11 era errata. La  percentuale esatta è del 38,46%.


[1] CFR Le ricerca cliniche effettuate presso i reparti pediatrici dell’Ospedale San Camillo di Roma dalle dott.sse Elena Isola e Lucia Angrisani,consultabili su www.riderepervivere.it



AI_GENITORI.pdf
SCHEDA_RILEVAZIONE_PER_PERSONALE_TREVISO.pdf