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L'ippocampo è sensibile alle carezze
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08/06/2006
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L'ippocampo è sensibile alle carezze
Mantenere in buona efficienza questa struttura del nostro cervello è fondamentale per invecchiare e farlo bene. Ma come si fa? Un gruppo di scienziate della prestigiosa McGill University of Montreal, in Canada, ha realizzato una serie di esperimenti che mostra quanto sia importante la prima fase della vita nel modellare e proteggere il cervello dagli attacchi del tempo. Neonati di ratto sono stati presi dal nido e manipolati, accarezzati, per 15 minuti al giorno per 21 giorni consecutivi. Il ventiduesimo giorno sono stati svezzati e messi assieme agli altri cuccioli che non avevano ricevuto carezze. I due gruppi sono stati osservati per la loro relativamente breve vita. A due anni i ratti, infatti, sono già vecchi. A questa età però le differenze tra i due gruppi si sono rivelate molto grandi. I ratti che avevano ricevuto carezze da piccoli mostravano, nel corso della loro vita e anche in vecchiaia, una minore produzione di cortisolo sotto stress e, sopratutto, un più rapido ripristino delle condizioni normali. Dal punto di vista delle prestazioni mentali, poi, i ratti accarezzati mostravano da vecchi una memoria e una capacità di apprendimento simili a quelle dei giovani. Prestazioni quindi nettamente superiori a quelle mostrate dai ratti vecchi non manipolati.
L'esame dell'ippocampo dei ratti accarezzati confermò quanto gli scienziati supponevano: i neuroni e i recettori ippocampali erano in condizioni nettamente migliori di quelle presentate dai ratti del gruppo di controllo. E' questa un'ulteriore dimostrazione della centralità delle emozioni positive nella fase cruciale dello sviluppo del cervello e della realizzazione delle connessioni al suo interno e tra esso e il resto dell'organismo. Questa sorta di imprinting, di taratura iniziale degli strumenti di regolazione generale dell'organismo è fondamentale che venga fatta nelle migliori condizioni. Ci vorrebbe che, accanto ai lavaggi nasali con "soluzione fisiologica" per il primo raffreddore, il pediatra prescrivesse anche tante, TANTE carezze. Accarezzate i vostri neonati!! Il loro ippocampo ve ne sarà grato per tutta la vita.
Fonte: F. Bottaccioli "PSICONEUROIMMUNOLOGIA" Edizioni Red.
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