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Dal diario della Dott.ssa Peretta


Dal diario della Dott.ss Peretta


Ospedale San Paolo. Venerdì pomeriggio. Entriamo nel reparto pediatrico che sembra sonnecchiare. Ma, all'improvviso, da una stanza in fondo al corridoio il pianto disperato di un neonato rompe il silenzio. Ci dirigiamo subito lì e chiediamo di entrare. Ci accoglie una mamma giovanissima che, visibilmente agitata, cerca di accostare un tubo dell'areosol alla bocca del suo piccolo di tre mesi, senza riuscirci. Ci spiega che il bimbo soffre di una forma di asma allergica proprio come lei da piccola e questo le dispiace molto.
Ci guardiamo e senza parlare iniziamo a cercare l'attenzione del piccolo con  le bolle di sapone, un piccolo carillon ed un anello dalle luci multicolori. Dopo una manciata di secondi il pianto inizia a diminuire, poi a comparire soltanto a tratti ed infine cessa del tutto mentre gli occhietti si concentrano sui nostri gesti, sui suoni e sulle luci. La giovane mamma mette il tubo ed inizia ad azionare l'areosol. Rimaniamo fino a quando il bimbo si addormenta
col tubo davanti alla bocca.
Al termine del nostro giro nel reparto torniamo a trovare la mamma. Il bimbo dorme. Ci guarda con gratitudine. Ci parla e si confida. Mi avvicino, la  incoraggio e poi l'abbraccio. Mi accorgo che sta piangendo. E' un pianto dolce, che scioglie l'ansia. Un pianto liberatorio.
Terminiamo il nostro intervento. Siamo proprio contente.